Vaccinazioni

Un animale domestico andrebbe adottato ad almeno tre mesi dalla sua nascita, quando avrà terminato il ciclo di vaccinazioni obbligatorie. Al momento dell’acquisto o dell’adozione di un cucciolo l’animale dovrà essere stato già sverminato, registrato con microchip presso l’anagrafe canina e in possesso di un libretto veterinario con le prime vaccinazioni effettuate. In seguito sta al padrone provvedere, in accordo con il proprio veterinario, al richiamo annuale dei vaccini sopraelencati.
Qualora l’animale provenga da condizioni sicure, o sia nato in famiglia, dovrebbe fare la prima vaccinazione a circa 7-8 settimane in successione ad un vermifugo. Il secondo ciclo dovrebbe seguire quindi a 12-13 settimane. Generalmente si tratta di un vaccino pentavalente anche se esistono sia vaccini esa che eptavalenti. I cani devono essere vaccinati contro: cimurro, la parvovirosi (gastroenterite virale), epatite, parainfluenza e leptospirosi. Prima di aver concluso la profilassi vaccinale, è bene che il cucciolo venga tenuto in casa, evitando il contatto con altri animali per evitare che possa contrarre una di queste malattie.
Per i gatti la vaccinazione è tetravalente e va effettuato alla 7-8 settimana (I ciclo) e ripetuto alla 12 -13 settimana (II ciclo). 
Dato che queste vaccinazioni vanno effettuate prima del secondo mese, al momento dell’acquisto o dell’adozione di un cucciolo l’animale dovrà essere già sverminato, registrato con microchip presso l’anagrafe canina e in possesso di un libretto veterinario con le prime vaccinazioni effettuate. In seguito sta al padrone provvedere, in accordo con il proprio veterinario, al richiamo annuale dei vaccini sopraelencati.


Sterilizzazioni

E’ necessario sterilizzare il proprio animale domestico per combattere probabili fughe e per una convivenza più serena. Inoltre, la sterilizzazione riduce l’incidenza di forme tumorali sia nei cani che nei gatti e previene nei gatti patologie infettive e virali (FIV-immunodeficienza, paragonabile all'AIDS; FeLV-leucemia felina), che si trasmettono attraverso la lotta o l’accoppiamento con gatti ammalati. L’intervento è considerato di routine e può essere effettuato presso la Asl di riferimento.

 

Fonte: Polizia di Stato